Spazio Oberdan Milano

Viale Vittorio Veneto 2

 

Sopra il nudo cuore.

Fotografie e film di Antonia Pozzi

Dal 23 ottobre 2015 al 6 gennaio 2016

 

Dal 23 ottobre 2015 al 6 gennaio 2016 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con Regione Lombardia, Comune di Milano, Città metropolitana di Milano e Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti”, presenta SOPRA IL NUDO CUORE. FOTOGRAFIE E FILM DI ANTONIA POZZI, una grande mostra a cura di Giovanna Calvenzi e Ludovica Pellegatta dedicata a una delle più alte voci della letteratura novecentesca, una poetessa ancora tanto da scoprire di cui saranno svelati soprattutto la passione e il talento per la fotografia.

 

A settantasette anni dalla prematura scomparsa, dopo le numerose riedizioni delle poesie e la loro traduzione in varie lingue, dopo convegni, pubblicazioni, biografie, dopo molti film e spettacoli, interpretazioni e polemiche sulla sua poesia e sulla sua vita, la parola torna alla grande poetessa milanese, che parla di sé e del suo mondo attraverso film e fotografie, finora inediti. Un viaggio nella sua poetica e nei luoghi a lei cari. Di Antonia Pozzi (Milano 1912-1938) si svelano la passione e il talento per l’immagine e il suo interesse per la relazione tra parola scritta-immagini-immagini in movimento. Accanto alle lettere, tanto amate, Antonia Pozzi infatti coltivò, nella sua breve ma intensa vita, anche l’arte della fotografia, non tanto per un desiderio di apprenderne la tecnica, aridamente, quanto perché convinta che le cose, le persone, la natura avessero un loro sentimento nascosto che l’obiettivo deve cercare di cogliere, per dar loro quell’eternità che la realtà effimera del tempo non lascia neppure intravedere.

 

“Il massimo di intensità per immagini rapide” è uno dei nodi del pensiero poetico che Luciano Anceschi – come la Pozzi, allievo del filosofo Antonio Banfi – sviluppa nella prefazione a Linea Lombarda, in cui teorizza una vera e propria “dottrina dell’immagine” capace di rinnovare la poesia. Antonia Pozzi dimostra con le sue poesie e ora anche con le fotografie e i suoi filmati inediti, di saper passare dalla poesia per immagini alle immagini poetiche.

 

La Mostra è l’occasione per presentare una serie di materiali fotografici, e non solo, inediti, custoditi dall’Università degli Studi dell’Insubria, che ne detiene la tutela. Del corpus fotografico estremamente ampio e variegato saranno esposte circa 450 immagini realizzate da Antonia nell’amata Pasturo, sulle Dolomiti, e anche nei suoi viaggi, a Milano, in città e nei circoli culturali ma anche nelle zone povere e periferiche, tra i bambini, i mercati e le botteghe degli antichi mestieri. I visitatori potranno così immergersi nel suo mondo, nei suoi ambienti che rivivranno anche grazie a postazioni interattive. Inoltre, la mostra presenterà anche 6 film inediti in formato super8 girati da Antonia stessa.

Per inaugurare la mostra, la Cineteca ha scelto la cornice delle giornate di Bookcity Milano 2015, sicuramente adatte in quanto Bookcity coinvolge ogni anno migliaia di appassionati di lettura, di arte, di bellezza e crea un circuito virtuoso di passaparola e interesse. Quella del 2015 sarà un’edizione particolare, che coincide con gli eventi di chiusura di EXPO 2015 e dell’anno “Milano città del Libro 2015”.

 

La mostra sarà inoltre accompagnata da tanti eventi correlati: una corposa rassegna cinematografica di sessanta titoli che intreccerà film e documentari divisi su tre grandi aree tematiche, gli anni ’30 in Italia e biografie di poeti e fotografi del ‘900; per l’occasione sarà inoltre rieditato nella collana I Tesori del MIC a cura di Cineteca il documentario Poesia che mi guardi di Marina Spada, che troverà una distribuzione nazionale in libreria con Cecchi Gori Group; ci saranno tre eventi speciali di spettacolo, sabato 7 novembre Elisabetta Vergani presenterà allo Spazio Oberdan il recital dedicato ad Antonia Pozzi L’infinita speranza di un ritorno; venerdì 27 novembre il concerto Canzoni italiane fra le due guerre dedicato alle canzoni popolari degli anni ’30 con i musicisti Rudi Bargioni, Giorgio Penotti e Fulvia Meldini e mercoledì 9 dicembre un concerto jazz del musicista Antonio Zambrini sui filmati girati da Antonia Pozzi.

 

La campagna di crowdfunding

 

Per sostenere la creazione del Catalogo integrato e digitale dedicato ad Antonia Pozzi - progetto che presenta la voce originale della poetessa attraverso l’opera complessiva (quella conosciuta e quella finora inedita) con poesie, scritti, lettere, foto, filmati - la Fondazione Cineteca Italiana ha scelto di realizzare su www.eppela.com la campagna di crowdfunding partita l’1 ottobre 2015. Un nuovo modo per coinvolgere e premiare il pubblico, che deciderà di sostenere il progetto, con ricompense preziose ed esclusive (https://beta.eppela.com/projects/4993-catalogo-integrato-e-digitale-antonia-pozzi)

 

“Il progetto del Catalogo integrato e digitale – dice il Direttore della Fondazione Cineteca Italiana, Matteo Pavesi – nasce dal desiderio di diffondere tra un pubblico giovanile la sensibilità di Antonia Pozzi proprio attraverso il suo sguardo”. È un progetto importante perché consente di emozionarsi non solo attraverso l’opera poetica ma anche conoscendo la vita, i travagli esistenziali, le foto, le riprese filmiche e le riflessioni filosofiche di Antonia Pozzi. Nel comprendere la genesi di un testo, il lettore può sentirsi emotivamente più vicino alla poetessa, stabilire un legame personale e non solo intellettuale, oppure, attraverso la conoscenza di tutti gli aspetti della vita della poetessa, può appassionarsi alla poesia in generale.

 

INFO:

T 02.87242114 // www.cinetecamilano.it

Spazio Oberdan, tel. 02.7740 6302/6300

 

ORARI D’INGRESSO

Da martedì a giovedì: 12 – 19.30

Venerdì: 12 – 21.30

Sabato: 12 – 19.30

Domenica 10 – 19.30

 

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso: intero 6,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari o over 65: € 4,00

Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

 

UFFICIO STAMPA:

Fondazione Cineteca Italiana / Margherita Giusti Hazon ufficiostampa@cinetecamilano.it – M 3403543419


Bereguardo, scontro sul livello del Ticino, Lombardia e Piemonte ai ferri corti Con l’ente naturalistico anche le Province di Pavia e Varese: «Il governo decida» Nella guerra dell’acqua 47 sindaci con il Parco

BEREGUARDO - Un metro, contro 1,50. Quattro Comuni (del Verbano) e una Regione (Piemonte) contro 47 sindaci lombardi, 2 Province (Pavia e Varese) e una Città Metropolitana (l’ex Provincia di Milano). La guerra dell’acqua è ormai combattuta senza esclusione di colpi. Con la zona piemontese (per ora in vantaggio) che fa muro sul mantenimento del metro di acqua sopra lo zero idrometrico alla diga della Miorina e rilancia per mantenere lo stesso livello addirittura anche d’inverno. Con il Parco del Ticino che si batte perchè il livello sia invece innalzato a1,50. E, a questo punto, per tutto l’anno. In mezzo, il ministero dell’Ambiente, che traccheggia pericolosamente, visto che in questo scorcio d’estate il livello è già pericolosamente basso. Battaglia di dati e parole che nel corso dell’ultima conferenza dei servizi ha visto alzarsi pericolosamente anche i toni della disfida. «La richiesta dell’area del Verbano di mantenere il livello ad un metro anche d’inverno è una follia – dice il vice presidente del Parco, Luigi Duse –. Una decisione del genere metterebbe a rischio la stessa Pavia nei mesi autunnali in caso di forti piogge e possibili esondazioni. La loro riposta? Devono tutelare il Lago Maggiore,il resto non conta». Conclusione ancora in alto mare, per rimanere in tema, e prova muscolare dei fronti contrapposti. Alla conta al gruppo (sparuto) dei piemontesi, i lombardi hanno risposto con l’approvazione di un ordine del giorno firmato dai 47 sindaci più le due Province e la Città Metropolitana di Milano. Gli amministratori chiedono «con forza» alle autorità il ripristino a + 1.50 sullo zero idrometrico alla diga della Miorina. E per tutto l’anno. «L’ordine del giorno – fa sapere ancora il vice presidente del Parco del Ticino – sarà inviato a ministero dell’Ambiente, Consorzio del Ticino, Regione Lombardia, Regione Piemonte, all'Aipo, all'Autorità di Bacino e al Parco del Ticino Piemontese». Ma non è finita. Il Parco, ora, chiama tutti a raccolta martedì 19 maggio. Il presidente Gian Pietro Beltrami, ha convocato un incontro al quale parteciperanno i delegati regionali di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, CopAgri, le associazioni ambientaliste, i Comuni e le Province del Parco e gli Enti di Bonifica interessati (Consorzio Villoresi, Est Sesia e Ticino) , per informarli «dei reali rischi a cui si andrà incontro qualora il governo non riavviasse la sperimentazione a +1,50 metri».


Da La Provincia Pavese del 12 maggio 2015

di Giovanni Scarpa


Bressana, i lavoratori delle cooperative si fermano per 4 ore. «Non un soldo da agosto, ora basta» Logistica, sciopero per le paghe arretrate

BRESSANA Sventolano le bandiere rosse dei Cobas davanti alla Log Service di Bressana. Va in scena la protesta dei lavoratori delle cooperative, senza paga da mesi e con la cassa integrazione rimasta sempre sulla carta. Uno sciopero di quattro ore, dalle otto a mezzogiorno, per dire a gran voce che così non si può andare avanti. «C’è gente che non viene pagata da agosto, altri non ricevono un euro da ottobre – spiega Bruno Scagnelli, leader del sindacato di base Si-Cobas – l’azienda deve darci delle risposte esaurienti». L’arcipelago delle coop che fanno capo al polo logistico bressanese coinvolge i magazzini di Monticelli, nel Piacentino, Carpiano nel Milanese e di Bologna. E’ stato proprio il prefetto della città felsinea a imporre, di fatto, il ricorso alla cassa integrazione, ma nel frattempo Mtn - sigla per Messaggerie trasporti nazionali, la società che controlla le cooperative - ha avuto dei gravi problemi e l’ìndennità non è mai arrivata nelle tasche dei lavoratori. Ora la decisione di incrociare le braccia e di organizzare il presidio alla Log Service, quartier generale della logistica. Il sindacato di base voleva incontrare l’amministratore delegato Cerri, ha dovuto accontentarsi del consulente Angelucci. «Siamo stati ricevuti – racconta ancora Scagnelli – abbiamo sollecitato i pagamenti arretrati ma ci è stato ribadito che i ritardi sono legati alle difficoltà di Mtn». Le prospettive, insomma, restano incerte. Non solo per gli operai delle cooperative. C’è un clima di incertezza anche tra i dipendenti della Log Service, per lo più impiegati degli uffici amministrativi, mentre per i 10 addetti della sede bressanese di Mtn è stata aperta a febbraio la procedura di mobilità. Dopo gli anni dell’espansione e della crescita, la crisi economica ha raggiunto anche la logistica e ancora non si intravvedono i segni di una ripresa solida e duratura. La piattaforma di Bressana tratta movimentazione di merci per tre grandi clienti: una multinazionale degli elettrodomestici, un colosso del bricolage e una terza azienda leader negli articoli per la casa. (r.lo.)

 

Da La Provincia Pavese del 22.4.2015


LE FAMOSE LOGISTICHE, CHE DOVEVANO PORTARE OCCUPAZIONE……..


Giornata del verde pulito, trovati 250 quintali di rifiuti

VIGEVANO Duecento vigevanesi per oltre 25mila kg di rifiuti. Questo il bilancio della Giornata del verde pulito a Vigevano. Durante la mattinata sono stati quindi raccolti: 2.130 kg di rifiuti urbani non differenziati, 1.300 kg di rifiuti ingombranti, 1.030 kg di legno, mille kg di metallo, 50 kg di imballaggi in vetro, 5 metri cubi di materiali contenenti amianto, 5 televisori, 16 pneumatici, una lavatrice, 40 litri di olio motore, 40 litri di olio alimentare e 17mila chili di inerti. Ad occuparsi della raccolta sono stati un centinaio di adulti, appartenenti a varie associazioni ed enti, cui si sono aggiunti bambini ed i ragazzi, anche qui un centinaio. Immancabile anche il gruppo delle Società Sportive ed il gruppo dei diversamente abili. L’appuntamento per i più giovani era al parco “L’isola che non c’era” dove i ragazzi delle scuole elementari e medie hanno effettuato, nel corso degli ultimi mesi, un percorso educativo producendo progetti ed elaborati che hanno visto un momento a loro dedicato per la premiazione dei migliori lavori del concorso “Vigevano: diverse prospettive”. Fondamentale è stato il supporto organizzativo degli Amici del Ticino.

 

Il buon esempio si espande…..


Bereguardo, summit in Regione: subito soldi per interventi immediati al Ponte delle Barche «Salviamo la sponda destra dall’erosione»

BEREGUARDO E’ allarme per l’erosione continua della sponda destra del Ticino all’altezza del ponte in chiatte. Un problema da arginare con interventi idraulici mirati. Se ne è parlato nel tavolo tecnico che si è svolto allo Ster tra Regione, Provincia, Parco del Ticino, Aipo e i Comuni di Bereguardo e Zerbolò. Un problema che era già stato sollevato da Fabrizio Fracassi, consigliere del Parco, nell’incontro che si era svolto a Piazza Italia alla presenza degli assessori regionali Alessandro Sorte e Mario Melazzini. Proprio Fracassi aveva sottolineato come «gli interventi realizzati in passato per consentire il galleggiamento del ponte avessero determinato l’erosione delle sponde». E adesso bisogna porvi rimedio. Per questo Aipo e Parco si sono impegnati a predisporre un nuovo progetto che riesca finalmente a risolvere i problemi idraulici legati al nuovo corso del fiume. Mentre la Provincia, a spese proprie, da oggi farà eseguire rilievi batimetrici che dovrebbero fornire la fotografia dello stato attuale del Ticino, in modo da aggiornare gli elementi in possesso dei tecnici. Insomma si va avanti con le risorse a disposizione. «Poche per la verità – ammette l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Maurizio Visponetti -. Non ci dimentichiamo del ponte in chiatte che resta per noi una priorità, ma non possiamo fare di più con gli scarsi fondi in cassa». La manutenzione della struttura, ricorda Visponetti, costa all’anno circa 100mila euro, «cifra sempre meno compatibile con le risorse provinciali». «Riguardo alle opere strutturali da realizzare – aggiunge - la Provincia ha un progetto dal costo di circa 400mila euro, si tratta della spesa per i lavori per la sistemazione dell’assito di cinque campate. Il problema, però, è che in questo momento l’ente non ha risorse per finanziare la progettazione».(st.pr.)


Da “La Provincia Pavese” del 20 marzo 2015


Torre d’Isola, il caso dell’allargamento del raccordo Il sindaco con Bosone: «Subito un incontro per chiarire» Cantiere «lumaca» Veronesi e Provincia contro la Serravalle

TORRE D’ISOLA Una richiesta d’incontro urgente, «per avere chiarimenti sul progetto di allargamento del raccordo autostradale Pavia-Bereguardo e sui ritardi accumulati dal cantiere». E’ quella che il Comune di Torre d’Isola e la Provincia di Pavia hanno inviato alla Milano-Serravalle, la società che gestisce anche i nove chilometri e mezzo di bretella che collega la città con l’autostrada Milano-Genova. «I ritardi rispetto al programma iniziale dei lavori ci sembrano ormai abissali», sottolinea Roberto Veronesi, sindaco di Torre d’Isola. «Non riusciamo a capire cosa stia succedendo – aggiunge Daniele Bosone, presidente della Provincia di Pavia – Per questo abbiano deciso di inviare una lettera alla società chiedendo un incontro urgente». Lunedì sera intorno alle 19.30 un autobus ha avuto un’avaria nei pressi dell’uscita di Massaua, mentre procedeva in direzione Pavia. Proprio in quel tratto dove si viaggia su una sola corsia per un restringimento di carreggiata dovuto ai lavori di sostituzione delle barriere di sicurezza. Subito si è formata una lunga fila, con molti automobilisti incolonnati e bloccati sul raccordo per quasi un’ora. Per far defluire il traffico è intervenuta anche la polizia stradale, che ha fatto uscire le auto in arrivo da Bereguardo sulla strada statale. «Una situazione come questa non è più sostenibile – dice ancora il primo cittadino di Torre d’Isola – Sempre più spesso i residenti ci segnalano disagi dovuti al traffico che dal raccordo viene deviato sul nostro territorio ». Un’ordinanza della Milano-Serravalle datata 13 gennaio ha prorogato dal 14 gennaio al 15 aprile la chiusura permanente degli svincoli di Cascina Campagna e di Cascina Gaggiola e la chiusura al traffico della corsia di marcia lenta lungo la carreggiata sud, «considerato che non è possibile il proseguimento delle attività durante il periodo invernale legato all’emergenza neve». «Ma non è possibile che ci voglia così tanto tempo per un solo pezzo del cantiere – sostiene il presidente della Provincia di Pavia – Senza considerare che con una corsia unica appena c’è un intoppo si crea una coda chilometrica». Proprio come accaduto lunedì sera.

Gabriele Conta

 


Dalla regione: Pavia terza per finanziamenti Un milione e mezzo per i «distretti dell’attrattività»

BELGIOIOSO Del pacchetto di risorse che Regione Lombardia ha stanziato per i distretti dell’attrattività, 1 milione e 436mila arriveranno alla provincia di Pavia al terzo posto, come quantità di finanziamenti assegnati, dopo Bergamo e Brescia. Sono quattro i progetti entrati a far parte delle 33 progettazioni selezionate: Terre Viscontee con Belgioioso capofila; Tra terre e fiumi, capofila San martino; Un Po diVino, capofila Broni; Rice experiences, capofila Mede. Non sono invece stati finanziati i progetti dell’Oltrepo pavese e di Vigevano. «Un ottimo risultato, a dimostrazione che quando questo territorio vince quando lavora in squadra – dice l’assessore provinciale Emanuela Marchiafava -. E, grazie a questi quattro progetti, che si sono agganciati a quello dei “4 itinerari in provincia di Pavia” stavolta la nostra provincia si è aggiudicata il 12% delle risorse su 12 milioni di euro disponibili per il cofinanziamento al 50% di Regione e questo significa che s’investiranno in totale quasi 3 milioni di euro in vista di Expo». Porterà a casa circa 280mila euro il distretto che fa capo a Belgioioso e comprende Albuzzano, Borgarello, Certosa, Villanterio, Corteolona, Pieve Porto Morone, Vistarino, Genzone, Giussago, Miradolo Terme, Torre d’Arese, Zeccone, Inverno, Chignolo Po, Copiano, San Genesio, Torre de’ Negri, Badia e Filighera. «È una grande soddisfazione», dice l’assessore Fabio Zucca, mentre per il primo cittadino di Certosa Marcello Infurna è «una grande opportunità per il territorio». Il sindaco di S. Martino Alessandro Zocca sottolinea come «abbia vinto la volontà di fare sistema in un’area che merita di essere valorizzata». Il distretto di San Martino, a cui sono stati assegnati circa 337mila euro, comprende Travacò, Sommo, Carbonara, Cava, Villanova, Zerbolò, Torre D’Isola, Sannazzaro, Garlasco, Dorno, Scaldasole, Valeggio, Pieve Albignola, Mezzana Bigli, Zinasco, Mezzana Rabattone, Gropello, Alagna, Linarolo, Monticelli.

 

Stefania Prato

Da La Provincia Pavese del 24 febbraio 2015


E Bereguardo???? Assente


I piani della Provincia per puntare alla riqualificazione del territorio - Una ciclabile sul ponte della Becca

PAVIA «Un Ponte della Becca messo in sicurezza, dopo la costruzione del nuovo ponte, e destinato a pista ciclabile collegata con la nuova ciclovia del Po»: è l’immagine proposta dal presidente della Provincia Bosone durante la presentazione alla stampa del progetto integrato d’area “Fra il Ticino e il Po: alla scoperta di acque e castelli”, che in questi giorni verrà presentato anche alla borsa italiana del turismo 2015, un evento che si tiene da oggi al 14 febbraio a Milano. Sono venti i progetti di riqualificazione territoriale avviati nel novembre 2012: un investimento complessivo di più di 9 milioni di euro (6 a carico delle autonomie locali, 3 attraverso bandi regionali ed europei) per la creazione di un itinerario di 100 km lungo due assi centrali della provincia di Pavia: la via Francigena e il tratto pavese del sentiero europeo E1. Nell’ambito del progetto interventi realizzati negli scorsi anni (come la pista ciclabile intorno al castello Visconteo o sulla riva del Ticino, finanziata dal Comune di Pavia) e altri appena conclusi e prossimi all’inaugurazione (come la ciclovia del Po) in tempo per Expo. «Il cicloturismo è un’attività sempre più richiesta soprattutto dai viaggiatori del nord europa. Con questo progetto parliamo di esperienza del territorio e non di singoli luoghi da visitare. Ci sono siti importanti nella nostra provincia, ad esempio la Certosa, ma per attirare un turismo moderno (individuale e famigliare) dobbiamo puntare a raccontare il territorio nel suo complesso attraverso il paesaggio, i monumenti e la cultura enogastronomica – spiega Bosone –. È un tipo di turismo che in Italia è diffuso solo in Toscana. Vogliamo che il turista conosca i nostri paesaggi pedalando e camminando ma anche navigando sui nostri fiumi. Sono queste le peculiarità del nostro territorio, l’intreccio di colline e corsi d’acqua». L’assessore provinciale al Turismo Paolo Gramigna racconta gli interventi cofinanziati dalla Provincia: «Sarà inaugurata a breve ma è già percorribile la ciclovia del Po (costata 565mila euro, 371mila a carico della Provincia) da Mezzarino Po a Arena Po: 20 km in riva al fiume – dice –. Ad Arena Po e Vediano installeremo dei punti di noleggio bici. Bike sharing in programma anche a Salice e Rivanazzano. Per il futuro pensiamo a una dorsale da Varzi al nord della Lomellina, abbiamo già i finanziamenti della fondazione Cariplo. Tutte le nuove piste, come la green way, sono in sede propria: totalmente indipendenti dalle strade trafficate. L’ambizione è realizzare in sede propria tutte le connessioni necessarie tra i vari percorsi». (r.c.)


Zeccone, ecco la super tassa per proteggere i campi

ZECCONE Può essere interpretata come una determinazione finalizzata a scoraggiare il consumo di suolo agricolo. Il sindaco Mariateresa Palestra, intervenendo in materia di costi di costruzione nell'abitato comunale, ha deciso di introdurre una maggiorazione del 20% (ma sarebbe potuta essere anche del 30%, secondo le disposizioni vigenti) per gli interventi che consumano suolo agricolo nello stato di fatto, non ricompresi nel tessuto urbano consolidato, e del 5% invece all'interno di quest'ultimo. La decisione adottata dalla municipalità zecconese prende spunto da una recente legge regionale, approvata nel novembre scorso, incentrata sulla riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato. Tale normativa considera appunto l'applicazione di un aumento del contributo afferente al costo di costruzione da esercitare sino all'adeguamento del Documento di Piano del Pgt. Le percentuali sopra citate avranno poi un vincolo di destinazione obbligatorio, ovvero dovranno essere dirottate alla realizzazione di misure compensative di riqualificazione urbana e compensazione ambientale.


Pavesi under 35, si torna a coltivare la loro terra

In totale in Lombardia nel 2014 sono sorte 907 nuove imprese agricole registrate dalla Camera di Commercio di Milano. Di queste le richeste che sono state portate avanti da giovani imprenditori agricoli (il range è dai 18 ai 35 anni) sono 238. Chi ha ricevuto più domande è stata la provincia di Brescia (39), seguita da Mantova (34) e al terzo posto c’è Pavia (31). Dietro c’è Bergamo (27), Como (24), Varese (20), Milano (17), Sondrio (15), Cremona (14), Monza e Brianza (7), Lodi (6), Lecco (4) è il fanalino di coda. In Lombardia il numero totale di imprese gestite da giovani è 3283. Al primo posto c’è Brescia con 698, segue Pavia con 516 e Bergamo con 433. Più staccata Mantova (408). In Lombardia i giovani capi azienda che sono anche laureati sono il 40% del totale.di Marco Quaglini wPAVIA I giovani in provincia di Pavia tornano a coltivare la terra. Con nuove idee, nuove proposte e nuovi prodotti per il mercato. Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio di Milano in merito alle iscrizioni ricevute a fine 2014 sono soprattutto ragazzi (che vanno dai diciotto ai trenta cinque) che decidono di diventare imprenditori agricoli. In provincia di Pavia un nuovo agricoltore su tre rientra nella fascia giovane. Nel territorio pavese ci sono complessivamente 6747 imprese agricole registrate alla Camera di Commercio, di cui 516 sono le aziende gestite da imprenditori giovani. Circa il 7,6% del totale quando invece la media lombarda è del 6,8%. Meglio di Pavia ha fatto solo Brescia con 698 nuovi giovani imprenditori agricoli. Ma è il numero delle nuove iscrizioni «giovani» che è molto interessante. A Pavia nel 2014 sono state registrate 105 nuove attività agricole da Camera di Commercio di cui 31 portate avanti da agricoltori giovani. Si tratta del 29% dato superiore alla media (26,2%) delle nuove iscrizioni in Lombardia. Anche in questa classifica Brescia è superiore (192 nuove ditte), ma come valore assoluto riferito al totale delle aziende è inferiore a quello pavese. Sono diversi gli esempi di ragazzi che dopo aver fatto esperienze in altri settori poi vanno a lavorare e gestire l’impresa di famiglia. Come Simone Lodola, 32 anni, che da quattro anni è inserito nell’azienda risicola familiare a Corteolona. «Produciamo riso da tre generazioni. Io mi sono laureato nel 2008 come ingegnere ambientale, ho fatto esperienza nel settore rifiuti e poi ho deciso di lavorare in azienda. E’ stata una scelta maturata nel tempo. C’erano le competenze familiari e i macchinari: poco alla volta sono cresciuto. La laurea è servita per sapere il corretto dosaggio dei fertilizzanti e arrivare a un prodotto di qualità». Mentre Stefano Ogliari, 29 anni lavora dal 2010 nell’azienda risicola di famiglia (che esiste da più di sessant’anni) vicino a Certosa. «Mi sono diplomato come geometra e poi sono entrato in azienda perchè era il lavoro che volevo fare. In inverno ci sono orari normali. Mentre nel periodo di semina, da aprile a fine maggio, e in quello di raccolta (settembre-ottobre) in poco tempo bisogna lavorare il più possibile». Stefano Ravizza, 31 anni, nel 2005 ha creato un’azienda vinicola a Stradella e da due anni ha fatto partire un laboratorio aziendale che produce conserve, confetture e gelatina di vino. Perchè i ragazzi tornano a lavorare la terra? Il delegato regionale Coldiretti giovani imprese prova a dare una risposta. «Il settore agricolo è ancora un ambito in cui c’è prospettiva: siamo una generazione nata con la cultura di costruirci il lavoro - dice Ravizza - Expo sta stimolando e il nostro territorio offre opportunità. Non si produce più solo materia prima, ma le aziende fanno anche trasformazione, vendita diretta, commercializzazione e servizi di prodotti. Si parte dalla tradizione e il giovane ci mette l’innovazione. Abbiamo prodotti strettamente legati al territorio come la Bonarda, il salame o il peperone».


«Custodia per il territorio» il progetto passa in Comune

BORGARELLO L’amministrazione comunale decide di aderire all’iniziativa di Legambiente «Custodia del territorio». L’adesione al progetto di tutela ambientale prevede di sottoporre a salvaguardia due zone del paese, si tratta del parco di Via Matteotti e del parco che si trova all’ingresso di via Pavia. Dall’amministrazione guidata da Nicola Lamberti si sottolinea come la sottoscrizione alla proposta dell’associazione ambientalista tiene anche conto «dell’impegno profuso dall’associazione nella valorizzazione dell'ambiente e nello sviluppo di iniziative di partecipazione popolare». Una linea da sempre seguita dalla maggioranza che governa Borgarello. «Non va dimenticato – dicono dal Municipio - che l'amministrazione comunale intende valorizzare e tutelare il territorio in modo da favorire forme di partecipazione della comunità locale alla conservazione e fruizione degli spazi aperti. Ma anche sostenere le attività agricole e mantenere il paesaggio rafforzando l'identità locale e la tutela del suolo. È per queste ragioni che vogliamo sostenere le iniziative di “Custodia del Territorio” proposte da Legambiente Lombardia».

Stefania Prato


Lodi, stop al nuovo maxi polo della logistica: “Una tomba di cemento per le aree agricole”

Stop a nuovi colossi della logistica nel Lodigiano. “Ci sono già tanti capannoni inutilizzati e mi pare che questa terra abbia già pagato un prezzo molto alto in termini di prefabbricati, strade, cemento e mega centrali” dice Alessandro Ubiali, Presidente della Coldiretti di Milano Lodi e Monza Brianza di fronte alla possibilità che nella Bassa Lodigiana, fra Ospedaletto e Casalpusterlengo, si possa insediare un nuovo colosso della logistica bruciando 200 mila metri quadrati di fertile terra agricola che sarebbero coperti da capannoni e verrebbero solcati da centinaia di tir, in una zona che, fra Mantovana e Via Emilia, è già fra le più trafficate del Lodigiano.

 

In provincia di Lodi – spiega la Coldiretti – secondo gli ultimi dati disponibili, dal 1999 al 2007 il suolo urbanizzato è cresciuto del 15,6 per cento, mentre il Lombardia fra il 1955 e il 2011 l’avanzata del cemento e dei capannoni ha registrato una progressione del 235 per cento. La Regione ha appena approvato una nuova legge contro il consumo di suolo, ma c’è una finestra di 30 mesi prima che le limitazioni vengano applicate dai comuni.

 

“Gli enti locali – afferma Luigi Simonazzi, responsabile economia e territorio della Coldiretti di Milano Lodi e Monza Brianza – hanno un’enorme responsabilità nella gestione del territorio, tutelando le aree agricole. Anche nei piani di espansione urbanistica credo che debba prevalere un principio di qualità della vita. E non mi pare che un colosso di cemento con il passaggio di centinaia di camion corrisponda a questi criteri. E forse qualche domanda bisognerebbe farsela anche sulle mirabolanti promesse di centinaia di posti di lavoro che questi progetti si portano dietro per poi scoprire che in realtà le cose non stanno mai come vengono raccontate. Il Lodigiano ha già preso troppe fregature”.

 

Anche perché – spiega la Coldiretti – basta guardare una mappa geografica per scoprire che sui 783 chilometri quadrati della provincia di Lodi negli ultimi cinquant’anni sono sorti come funghi: capannoni, autostrade, due centrali termoelettriche, industrie chimiche e nuovi quartieri residenziali. Tutto in un territorio che resiste come culla del Grana Padano e che ha ancora 1.377 aziende agricole attive di cui il 50% sono stalle da latte.

«Ponte di Bereguardo, subito il summit»

La Regione si era impegnata a un incontro entro fine gennaio, l’ira del comitato: «Stiamo aspettando risposte»


BEREGUARDO Sollecita la convocazione del tavolo tecnico sul ponte in chiatte il Comitato Ticino 2000. Perché manca poco alla scadenza di fine gennaio, promessa dalla Regione. Il portavoce Carlo Maiocchi manda una lettera in cui chiede di «intervenire al più presto perché il ponte è in stato di degrado avanzato, le assi, a causa della pioggia e del gelo, si sono sollevate e in alcuni punti l’impalcato sta cedendo». Il gruppo di cittadini residenti a Zerbolò, Parasacco e Bereguardo si è rivolto agli assessori regionali Alessandro Sorte e Mario Melazzini e ai consiglieri Angelo Ciocca, Iolanda Nanni e Giuseppe Villani, oltre che ad Aipo e ai presidenti di Provincia, Daniele Bosone, e del Parco del Ticino, Gianpietro Beltrami, e all’assessore provinciale Maurizio Visponetti. «Ad oggi – dice Maiocchi – ci ha risposto solo il consigliere Villani che ci scrive di aver sollecitato l’assessore Sorte ad una risposta». «L’assessore mi assicurato il suo impegno nei confronti del ponte – fa sapere Villani – ma nei prossimi giorni invierò ufficialmente un atto di sollecito». Il Comitato resta preoccupato, il tempo stringe e la struttura ha bisogno di interventi urgenti. «Il ponte sta collassando, l’assito è ceduto in alcuni punti e si continuano ad effettuare rattoppi che non risolvono la situazione, la nostra richiesta viene fatta a nome di tanti cittadini, studenti, pendolari e turisti che hanno a cuore il nostro ponte – sottolinea Maiocchi -. Il tavolo ci era stato promesso a fine gennaio, servirebbe a definire il programma degli interventi e, soprattutto, chi stanzierà i soldi necessari per effettuare i lavori». Si tratta dei 500mila euro individuati dalla Provincia e richiesti da Piazza Italia prima e dalla consigliera Nanni poi che aveva presentato una mozione, approvata all’unanimità dal consiglio regionale, che impegnava la giunta di Regione Lombardia a stanziare i fondi. Denaro che comunque non era stato messo a bilancio, decisione fortemente contestata dalla consigliera pentastellata. Maiocchi, nella missiva inviata in Regione, chiede che l’incontro si tenga a Bereguardo, »perché facilmente raggiungibile». «Il sindaco è d’accordo – precisa il portavoce -. Saremmo a due passi dalla struttura, permettendo di verificare lo stato di salute del ponte. Speriamo che i nostri rappresentanti regionali si attivino perché il tavolo si tenga il primo possibile. L’obiettivo dovrebbe essere anche quello di procedere alla rimozione o almeno al livellamento della ghiaia che impedisce alle barche di galleggiare. Contiamo poi sulla promessa del Parco del Ticino di convogliare risorse per il risanamento della struttura». Il sindaco Battagin si dice «meravigliato che nessuno finora si sia attivato per risolvere la questione». «Il problema del ponte esiste e non va sottovalutato – chiarisce -. Tutti si dicono disponibili, ma per il momento solo a parole. Purtroppo i sindaci hanno sempre meno denaro a disposizione e sempre maggiori responsabilità». Il consigliere regionale Ciocca fa sapere che «i tavoli non servono se non ci sono i soldi». L’esponente della Lega ricorda «i 118 miliardi di euro di tasse che i lombardi devono mandare a Roma». E aggiunge: «Al confronto dovrebbe essere invitato il ministro Lupi, perché i finanziamenti dovrebbero arrivare dallo Stato centrale, altrimenti il problema non si risolve. Ringrazio i cittadini che con determinazione si battono in difesa del ponte, ma dovrebbero rivolgersi a Roma a cui spetta il compito di mettere le risorse. Regione ha limitati spazi di manovra e i sindaci non hanno soldi. In ogni caso resta alta l’attenzione per una struttura che ha un valore storico, paesistico e sentimentale notevole».


Stefania Prato

Da La Provincia Pavese del  29 gennaio 2015