Antonia Pozzi, anima sensibile e generosa

La poetessa Antonia Pozzi
La poetessa Antonia Pozzi

Antonia Pozzi, una delle voci più alte della poesia italiana del secolo scorso, era nipote del conte Antonio Cavagna Sangiuliani per parte materna e fin da piccola trascorreva lunghe estati nella tenuta dei nonni a Zelata. Luoghi che amava moltissimo, cui ha dedicato poesie, lettere, pagine di diario, ma soprattutto tante fotografie, un hobby all'avanguardia per la sua epoca, ma soprattutto per il suo sesso. Sportiva, innamorata della natura e delle montagne lombarde, appassionata studiosa di letteratura, Antonia aveva un'anima sensibile e generosa, che non seppe reggere alla durezza dei suoi tempi: dopo la promulgazione delle Leggi Razziali nel 1938 e anche a seguito di un'infelice storia d'amore contrastato, Antonia si tolse la vita. Era un freddo dicembre del 1938. Lei aveva appena 26 anni. Ma nonostante la brevità della sua vita, Antonia ha lasciato un'imponente produzione di composizioni poetiche, che ben rendono i chiaroscuri della sua personalità.

 

Quest'anno, nel centenario della sua nascita, Milano - dove aveva la sua residenza principale - le ha tributato grandi onori: film, letture, pièces teatrali e una mostra delle sue fotografie, dove Zelata ha un posto di rilievo.

 

La sua bella casa nobiliare è ancora qui, a Zelata, circondata da quella rigogliosa natura lombarda che lei amava tanto.

 

Zelata - attraverso la nostra Associazione - ha intenzione di ricordarla con un convegno in autunno.

 

 

Una foto di Antonia bambina
Una foto di Antonia bambina